Tempio, Mintuà presenta il diario inedito di Costantino Brundu

DiRedazione

03/07/2025

Naturalista, insegnante, sostenitore di molteplici imprese culturali, a quasi dieci anni dalla scomparsa, Costantino Brundu rivela ora anche la dimensione dello scrittore. A rendere pubblico questo talento noto a pochi sono state le figlie Daniela e Annalisa che, dopo aver letto il diario del padre, hanno ritenuto fortunatamente opportuno non farne solo l’oggetto di un’intima condivisione tra familiari. Il beneficio di conoscerne i contenuti è ora possibile a tutti grazie alla decisione, presa in sintonia con l’editore Massimo Dessena, di darlo alle stampe. La presentazione di questo inedito sarà fatto venerdì 4 luglio (ore 18:30) al chiostro degli Scolopi di Tempio Pausania. Il volume edito da maxottantotto inaugurerà gli appuntamenti di luglio di “Mintuà”, il festival delle parole in circolo, organizzato da Carta Dannata e sostenuto dal Comune gallurese, di cui è direttrice artistica Domenica Azzena.

In effetti, la prima presentazione non poteva non venire fatta a Tempio, dove Brundu, originario di Erula, ha messo saldamente radici. L’incontro sarà coordinato da Sara Puggioni, che presenterà il libro servendosi anche delle testimonianze di persone che hanno frequentato e conosciuto bene l’autore del volume. Dal racconto che ne verrà fatto emergeranno tanti particolari che aiuteranno a mettere in luce la personalità di un intellettuale che con grande trasparenza, proprio come recita il titolo del libro va “Oltre l’abito”. L’habitus che indosserà sarà quello di un giovane che racconta gli anni della formazione, le difficoltà incontrate (la guerra, l’abbandono del paese, la solitudine) e i tanti snodi esistenziali che si sono rivelati cruciali. La lezione che se potrà ricavare sarà quella di un diario di formazione schietto e densamente riflessivo.

Queste le parole di Massimo Dessena, l’editore tempiese che ha pubblicato il libro: «Nel momento in cui Annalisa e Daniela mi hanno consegnato il diario del padre e ho avuto l’onore di leggerlo, ho pensato che non poteva non venire alla luce la storia che Costantino ha voluto raccontare. Spero che tutti provino la stessa emozione che ho avuto io scorrendone le pagine».

Impreziosisce il libro il ritratto in bianco e nero dell’autore che campeggia nel ritratto della copertina realizzato da Gavino Ganau.

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