A Tempio si cambia. Non nei palazzi, ancora, ma nelle regole del gioco. Alle prossime elezioni comunali non si voterà più come l’ultima volta. Si voterà come nei grandi centri. Con il sistema proporzionale e, se serve, col ballottaggio.
A fare chiarezza è stata la Regione Sardegna, rispondendo ufficialmente a un quesito posto dalla nostra testata.
Il nodo era semplice, ma non banale: Tempio ha meno di 15.000 abitanti, ma per legge regionale è capoluogo di provincia. Dunque: quale sistema elettorale si applica?
La risposta sta nell’articolo 3 del decreto-legge 7 del 29 gennaio 2024, poi convertito in legge. Dice che in tutti i Comuni capoluogo di provincia – anche se piccoli – si applica il sistema previsto per quelli grandi, sopra i 15.000 abitanti.
Risultato: Tempio va al voto come Olbia. Quindi proporzionale. Quindi doppio turno. Quindi più liste, più coalizioni, più accordi. Vince chi prende il 50% più uno al primo turno, altrimenti si va al ballottaggio.
I consiglieri saranno sedici, come prevede una legge regionale del 2012. Ogni lista, o coalizione di liste, dovrà presentarne altrettanti.
Ora si aprono i giochi.
L’attuale amministrazione lavora alla riconferma, con alcuni nuovi ingressi in lista. Alcuni protagonisti storici della politica tempiese valutano un ritorno con lo stesso copione con una propria lista. Intanto si affacciano due nuove proposte: una lista di ispirazione tecnica e una coalizione politica trasversale, con volti giovani e alleanze di esperienza in via di definizione.
