Olbia piange Luisa Tolu: «Una vita per la scuola, la famiglia e la fede»

DiRedazione

25/06/2025

Si sono svolti ieri, nella parrocchia di Nostra Signora de La Salette a Olbia, i funerali di Luisa Tolu, storica maestra elementare olbiese, scomparsa all’età di 97 anni.

A presiedere la celebrazione è stato il parroco don Gianni Sini, che nell’omelia ha ricordato Luisa come «una donna che ha fatto della scuola la sua missione, e della fede la sua guida». Le sue parole, commosse e sentite, hanno sottolineato la gratitudine di tutta la comunità parrocchiale per l’impegno silenzioso e costante di una maestra che, anche dopo la pensione, non ha mai smesso di educare con l’esempio.

Luisa Tolu aveva iniziato la sua carriera di insegnante nelle scuole rurali, in un’epoca in cui lo Stato cominciava a garantire l’istruzione anche ai bambini delle campagne. L’Olbia di allora non era ancora quella dello sviluppo urbanistico e demografico attuale, ma lei c’era, con la sua passione per l’insegnamento e con un’idea chiara: ogni bambino aveva diritto a una buona educazione.

Molto benvoluta dagli alunni e stimata dai colleghi, Luisa era conosciuta non solo per la preparazione didattica, ma per la sua grande umanità. Precisa, affidabile, sempre presente – «non è mai mancata un giorno», ha ricordato don Gianni – era una figura che sapeva ascoltare, comprendere e accompagnare. La sua presenza costante e rassicurante è rimasta impressa nel cuore di tanti ex alunni, che alla notizia della sua morte hanno fatto arrivare numerosi messaggi di affetto e riconoscenza.

«Con Luisa si poteva parlare di tutto, non solo di medicine e terapie», ha aggiunto il parroco. Appassionata lettrice, amante della musica e dei documentari storici, aveva una cultura vasta e raffinata, e un carattere dolce, accomodante, ma mai banale.

Fervente cattolica, ha vissuto la fede con discrezione e coerenza. Per anni è stata catechista, attiva nella Caritas parrocchiale, sempre con uno spiccato senso del dovere. Anche quando l’età avanzata non le ha più permesso di frequentare la Messa, riceveva la comunione in casa dai ministri straordinari.

Due figlie e quattro nipoti maschi erano il centro della sua vita privata. Famiglia e scuola: i due pilastri che hanno sorretto la sua lunga esistenza e che hanno dato forma alla sua testimonianza.

«Quella che ci lascia è un’eredità silenziosa ma profonda», ha concluso don Gianni. «Un esempio di rettitudine, dedizione e amore per gli altri. Una guida per chi ha avuto la fortuna di conoscerla».

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