“Melodie al Tramonto”, quando la musica trasforma l’ospedale in giardino dell’anima

DiRedazione

22/06/2025

Una serata all’insegna dell’arte e dell’emozione ha incantato i presenti, ieri sera, nei giardini del Mater Olbia, in occasione del concerto “Melodie al Tramonto”, evento patrocinato dal Comune di Olbia e promosso dallo stesso ospedale con un intento nobile e profondo: rendere il luogo di cura anche uno spazio dell’anima, dove la bellezza diventa parte del percorso di guarigione. A portare i saluti del Sindaco Settimo Nizzi e dell’intera amministrazione comunale è stata la consigliera comunale Maria Antonietta Cossu, che con entusiasmo ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa, capaci di unire cultura, sensibilità e salute.


Nella suggestiva cornice dei giardini del Mater, le note del pianoforte di Matteo Giorgioni e la voce intensa e raffinata di Lisa Frassi hanno dato vita a un concerto capace di toccare corde profonde. La musica ha attraversato i cuori dei presenti – tra i quali anche alcuni pazienti – creando un’atmosfera sospesa tra arte e cura, tra emozione e speranza. “Melodie al Tramonto” non è stato solo un evento musicale, ma un vero e proprio momento di connessione tra corpo e spirito. In quelle armonie si è compiuto un piccolo miracolo quotidiano: l’ospedale, spesso associato al dolore e alla preoccupazione, si è trasformato in uno spazio di bellezza e umanità. Come in un giardino in fiore, le emozioni si sono liberate, riportando alla mente e al cuore la forza terapeutica dell’arte.


I presenti hanno vissuto la serata con un trasporto raro immergendosi in quelle note come in un abbraccio silenzioso. È stato un momento di profonda introspezione, una vera cura dell’anima. Ed è proprio in questa dimensione che il Mater Olbia ha voluto condurre i partecipanti: in un luogo dove l’umanità si mette al servizio della fragilità, e dove la cultura diventa strumento di vicinanza e rinascita.
Eventi come questo ci ricordano che la salute non è solo assenza di malattia, ma anche presenza di bellezza, di ascolto, di emozione condivisa e quest’evento ha dimostrato che, anche in ospedale, si può respirare vita piena.

Antonella Sedda

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