La Maddalena, donna si incatena alla porta del municipio: “Fateci lavorare”

DiRedazione Web A

10/06/2025

La protesta di questa mattina, di fronte al municipio, è stata clamorosa. Una donna, megafono in mano, si è incatenata al portone del municipio, cominciando così la sua protesta per il ritardo dell’autorizzazione per la riapertura del chiosco di famiglia. Poco dopo sono scesi il sindaco Lai e il capogruppo di maggioranza Falchi per parlare con lei per cercare di rassicurarla. Ma la risonanza della protesta ha avuto il suo effetto, oltre che mediatico anche per i maddalenini che passavano nella piazza e per i gruppi di turisti che cominciano a frequentare in maniera consistente l’arcipelago.

Un problema questo che non è soltanto suo ma che interessa un’altra decina di attività dello stesso tipo, di mare (pressso le spiagge) e di terra. E riguarda quelle attività che effettuano la somministrazione ai tavolini per le quali la nuova normativa, richiede i doppi servizi, uno per il personale e un altro per i clienti. E la mescita di bevande e alimenti al tavolino è uno dei punti di forza di queste attività che richiede peraltro un certo impiego di personale e quindi di dipendenti. Un problema dunque che riguarda tanto i proprietari o gestori delle attività quanto chi vi lavora senza considerare che sono molti, e sempre più, i turisti che nelle spiagge apprezzano i servizi offerti da queste strutture. Sia l’assessora al Commercio Stefania Terrazzoni che capogruppo di maggioranza, Fabio Falchi, ritengono interessare, il problema, le attività che svolgono servizi a tavolino mentre non riguarda quelle di asporto, le quali hanno potuto e possono con questa formula aprire. Sulla questione c’è dibattito nell’isola tra chi accusa l’amministrazione comunale di ritardi mentre questa si difende sostenendo la complessità della materia, che ha richiesto l’elaborazione di un piano da inviare alla Regione per l’ottenimento della VINCA (Valutazione Incidenza Ambientale), arrivato approvato lo scorso 6 giugno.

Il fatto è che solo da quel giorno le attività possono presentare i loro progetti che però saranno sottoposti a conferenza di servizi, in questo caso con 2 soggetti, il Comune e la sSoprintendenza, i quali hanno però 30 giorni di tempo per approvare o respingere. E se sommiamo ad oggi 9 giugno, una trentina di giorni, arriviamo a luglio (stagione turistica) inoltrato. Con i conseguenti danni per imprenditori e lavoratori oltre al mancato servizio all’utenza locale e turistica.

Il capogruppo Falchi assicura che la macchina burocratica comunale si attiverà rapidamente mentre per quanto riguarda la Soprintendenza ci starebbe pensando il sindaco Lai a sollecitarla nella tempistica. (CR)

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