Nel giorno in cui i cristiani di tutto il mondo celebrano la Pentecoste, nascita della Chiesa e della comunità credente, un grave atto vandalico ha colpito la Chiesa di Santa Croce a Olbia, concessa alla comunità ortodossa legata al Patriarcato di Mosca.
Ignoti, dopo aver sfondato la porta d’ingresso, hanno devastato l’interno del luogo sacro: distrutta l’icona con il volto del Signore e danneggiato gravemente il candelabro dell’altare a più braccia, ancora colmo di olio per l’accensione. Un gesto definito “evidentemente anticristiano” dal parroco della Primaziale di San Paolo, don Gianni Satta, che ha voluto esprimere la vicinanza della comunità cattolica locale agli ortodossi, proprio nel giorno della Pentecoste.
«Nel giorno della Pentecoste, nascita della Chiesa, della comunità credente – afferma don Satta – la Primaziale parrocchia di San Paolo esprime la condivisione, nella preghiera di lode e di intercessione al Signore Risorto che emette il Suo Spirito, per la violazione della Chiesa di Santa Croce, offerta alla comunità ortodossa che fa riferimento al Patriarcato di Mosca».
«Il gesto – prosegue – evidentemente anticristiano, insieme all’incredulità per la viltà, ha suscitato sentimenti di pietà, di fortezza, di pace del Signore verso ogni uomo che libera l’uomo da ogni pulsione di vendetta e di morte».
Sul posto sono intervenuti i carabinieri. A margine dell’episodio, è stato ritrovato un cellulare, presumibilmente smarrito dall’autore del gesto: è ora in mano agli inquirenti, che stanno conducendo le indagini per risalire all’identità del responsabile.
Lo sfregio colpisce non solo un luogo di culto, ma un simbolo di dialogo tra fedi presenti nel cuore della città.
