Parco dell’Asinara. Ambiente e impegno civile; farà parte “Museo del presente”, contro la mafia

DiRedazione Web A

04/06/2025

Grande attività da parte del Parco Nazionale dell’Asinara, forte del binomio Vittorio Gazale (direttore) e Gianluca Mureddu (commissario). E non soltanto per quanto riguarda l’attività ambientale ma anche per tutta un’altra serie di iniziative di carattere storico-culturale e di impegno civile. “La nostra foresteria, già intitolata a Giovanni Falcone Falcone e Paolo Borsellino, diventerà parte del ‘Museo del presente’, promosso dall’associazione Falcone e Borsellino”, afferma Gianluca Mureddu, da febbraio scorso commissario straordinario del Parco;

“E il Parco nazionale dell’Asinara entrerà a far parte di un percorso museale ‘diffuso’, con interscambi culturali e di altre iniziative, con tappe nei diversi luoghi interessati dal fenomeno mafioso, eroicamente combattuto da chi ha poi avuta sacrificata la vita”.

Il commissario Mureddu, insieme al direttore Casale, lo scorso 23 maggio, erano presenti in Sicilia alla cerimonia organizzata nel 33° anniversario della strage di Capaci; in quell’occasione sono stati ulteriormente approfonditi gli aspetti della presenza del Parco dell’Asinara nell’ambito del percorso museale diffuso.

Ma c’è stato di più: si sono recati anche a Corleone dove, prosegue il commissario Mureddu, “è stato organizzato un grandissimo percorso culturale e di riscatto contro le etichette ricevute nel tempo dal paese, legate alla mafia; lì abbiamo incontrato il sindaco e l’amministrazione comunale e lì abbia appurato come, questo centro documentale internazionale antimafia, contenga una serie di straordinari documenti; lì è nata la mia proposta di far nascere una collaborazione, sempre con la foresteria dell’Asinara, in quanto di quel centro documentale, ben il 25% dei documenti del maxiprocesso presenti, sono stati stilati in buona parte, qui, all’Asinara, quando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino qui si ritirarono per studiare gli atti e per preparare proprio quel maxiprocesso”.

Rientrati in Sardegna, qualche giorno dopo, esattamente il 27 maggio, Gianluca Mureddu e il direttore Casale, hanno potuto salutare Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo, che dopo quarant’anni è voluta tornare all’Asinara a visitare quel luogo nel quale trascorse alcune settimane, avendo il padre voluto portare con sé anche la famiglia. Allora Fiammetta aveva 12 anni. La sua accoglienza, racconta Mureddu, “è stata organizzata dall’associazione delle guide ambientali dell’Asinara, alla presenza dei sindaci di Porto Torres e Stintino, delle guardie carcerarie, dell’ex capo dipartimento; e c’è stato l’abbraccio tra Fiammetta Borsellino e le persone che, allora, aveva conosciuto; un momento molto toccante!”. (CR)

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