Dei 16 comuni sardi nei quali quest’estate sventola la Bandiera Blu, la metà sono galluresi; e delle 49 spiagge premiate, oltre la metà, ben 27, si trovano in Gallura.
Tra questi, al primo posto c’è La Maddalena, con il prestigioso vessillo che sventola in ben 8 spiagge (Bassa Trinità, Carlotto-Nido d’Aquila, Caprera con Cala Garibaldi, Due Mari e Relitto, lo Strangolato, Monte da Rena, Porto Lungo, Spalmatore, Tegge), più quella del porto turistico di Cala Gavetta. Ma anche Santa Teresa Gallura non scherza; il comune sulle Bocche di Bonifacio vanta infatti 6 bandiere blu, a Rena Ponente (Capo Testa), Rena Bianca, Zia Culumba, La Taltana-Santa Reparata, Conca Verde, La Mamorata. Sono 3 i vessilli assegnati invece a Trinità d’Agultu (La Marinedda, Cala Serraina, Isola Rossa), mentre Palau e Aglientu ne vantano rispettivamente 2 (Isolotto e Palau Vecchio il primo, Rena Majore e Lu Chiscinagghju il secondo); Chiudono San Tedoro (La Cinta) e Budoni (Baia di Budoni) con una bandiera blu rispettivamente. Primato gallurese anche per quanto riguarda gli approdi: dei 10 premiati in Sardegna, 7 sono in Gallura: Porto di Santa Teresa Gallura, Porto Cala Gavetta, Poltu Quatu, Marina dell’Orso, Marina di Porto Cervo, Marina di Portisco, Marina di Porto Rotondo.
Per ottenere la Bandiera Blu, il riconoscimento internazionale istituito nel 1987 e conferito dalla FEE, non è sufficiente l’ottima qualità delle acque di balneazione ma sono necessari altri requisiti, quali, la funzionalità degli impianti di depurazione, la raccolta differenziata, l’accessibilità delle spiagge, la sicurezza dei bagnanti, i servizi turistici, le aree pedonali, le piste ciclabili, la valorizzazione di aree naturalistiche. (CR)
