Pasqua a Gavoi, l’abbraccio emozionante de S’Incontru

DiRedazione

20/04/2025

La Pasqua è il cuore pulsante della primavera, un tempo di rinascita che va oltre il risveglio della natura per toccare le corde più profonde dell’anima. È la festa della luce che sconfigge le tenebre, della speranza che vince sulla paura, della vita che trionfa sulla morte. Il messaggio odierno ci parla della Pasqua come della celebrazione della Resurrezione di Cristo, il fulcro della fede, il ponte che unisce il dolore del Venerdì Santo alla gioia della Domenica di Resurrezione. Ma la Pasqua è anche un evento che si intreccia con le tradizioni popolari, con i gesti antichi tramandati di generazione in generazione.

A Gavoi, nel cuore della Barbagia, la Pasqua si è celebrata con uno dei momenti più intensi e sentiti dalla comunità: S’Incontru, il rito che simboleggia l’incontro tra la Madonna e il Cristo Risorto. Una tradizione che si rinnova ogni anno e che continua a coinvolgere tutta la comunità, unita in un momento di intensa spiritualità e condivisione. Anche quest’anno, la partecipazione è stata commossa e numerosa, a conferma del profondo legame che unisce i gavoesi alle loro radici religiose e culturali.

La Madonna, vestita a festa, è partita dalla chiesa di San Giovanni, accompagnata da fedeli tra canti e preghiere. Dall’altra parte, il Cristo Risorto ha lasciato la chiesa di Sant’Antioco. Le due statue, portate in spalla dai membri delle confraternite di Santa Croce e della Madonna, tra ali di folla silenziosa e attenta, si sono lentamente avvicinate fino al momento tanto atteso dell’incontro culminato nel piazzale della chiesa di San Gavino dove di sono si sono fermate per tre solenni inchini reciproci, carichi di devozione e simbolo di rispetto e gioia per il trionfo della vita sulla morte. Un gesto antico, che ogni anno rinnova l’emozione nei cuori dei presenti.


Le campane hanno suonato a festa, un lungo applauso ha spezzato l’emozione, e il paese si è stretto in un simbolico abbraccio di rinascita e speranza. A seguire, nella chiesa parrocchiale si è celebrata la Santa Messa solenne, presieduta dal parroco don Michele Casula e concelebrata da don Albino Sanna. Durante l’omelia, don Michele ha ricordato che il racconto della Risurrezione non è un racconto semplice o lineare, ma un intreccio profondo di incredulità, emozione e gioia. Ha parlato di Maria di Magdala, la prima ad arrivare al sepolcro e a trovarlo vuoto, spaesata e confusa, ma anche traboccante d’amore. È proprio a lei che Gesù si manifesta per primo, come a dire che l’amore vero riconosce la vita anche quando tutto sembra perduto. Un messaggio forte, che attraversa i secoli e giunge fino a noi, carico di luce e speranza. La Resurrezione è un invito a credere che anche ciò che sembra finito può generare nuova vita. È la speranza ostinata che germoglia tra le crepe del dolore, la fede che non si arrende alla croce ma guarda oltre.
Ogni Pasqua ci pone davanti a una scelta: restare nel sepolcro delle paure, delle abitudini, dell’indifferenza o lasciarci risvegliare dalla luce di Cristo, portando nel mondo gesti di pace, parole di perdono, segni d’amore. Che questa Pasqua sia un tempo propizio per rinascere dentro, per lasciar cadere le pietre che chiudono i nostri cuori. Per tornare a credere che il bene è più forte del male, che la vita è più forte della morte, che Dio non ci abbandona mai.
Il coro parrocchiale ha accompagnato la liturgia con canti armoniosi che hanno reso l’atmosfera ancora più toccante e partecipata. Gavoi ha vissuto la Pasqua con autenticità, e con un cuore che batte all’unisono. In questa giornata di luce e festa, la comunità si ritrova più unita che mai, stretta intorno a un gesto semplice, ma carico di significato. Dopo la Messa e lo scambio degli auguri pasquali, don Michele ha rivolto un pensiero affettuoso a tutti i presenti, ma anche ai malati e a coloro che, per vari motivi, non hanno potuto partecipare alla celebrazione del rito de S’Incontru. Con il suo tono caloroso e familiare, ha poi invitato tutti a proseguire la festa in piazza, dove ad attenderli c’erano i dolci tipici del paese e l’occasione per rinnovare gli auguri in un clima di condivisione e comunità. Il tempo, seppur incerto, ha concesso qualche spiraglio di luce: ogni tanto un raggio di sole filtrava tra le nuvole, quasi a voler benedire la gioia semplice ma profonda di questo momento di ritrovo.
Una Pasqua intensa dunque dove fede e tradizione si sono fuse in un’unica voce, quella di una comunità unita che guarda al futuro senza dimenticare il valore delle proprie radici.

Antonella Sedda

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