Chi si ricorda dei vecchi 45 giri? Quelli con il lato A destinato alla hit principale e il lato B spesso relegato a pezzo minore. La mostra “We All Are B”, che verrà inaugurata giovedì 10 aprile alle 18 nella Sala Duce di Palazzo Ducale a Sassari (piazza del Comune, ingresso gratuito), ribalta questo schema e lancia un messaggio potente: «Nessuno è A rispetto a qualcun altro. Siamo tutti B, parte di un medesimo ecosistema». A sottolinearlo sono i curatori Dario La Stella e Valentina Solinas, che insieme presentano un progetto artistico e culturale fuori dagli schemi.
Al centro dell’esposizione, visitabile fino al 19 aprile, c’è l’isola dell’Asinara, simbolo e fulcro emotivo delle oltre 70 opere in mostra: fotografie, video, installazioni e grafiche che esplorano il rapporto tra essere umano, natura e territorio. A firmarle non solo artisti internazionali – come Silvia Sanna, Valentina Piredda-Sardinia, Rosi Giua – ma anche ricercatori, scienziati, rifugiati e richiedenti asilo, che ogni estate si incontrano sull’Asinara per condividere esperienze e visioni sul tema della migrazione, della biodiversità, dei confini e delle identità.
La mostra rappresenta uno dei frutti più significativi del progetto internazionale “Overlap – Eventi tra Arte e Scienza”, lanciato nel 2019 dall’associazione Senza Confini Di Pelle (SCDP) in collaborazione con 23 partner nazionali e internazionali. Tra questi, l’Ente Parco Nazionale dell’Asinara, l’Università di Sassari (Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali DUMAS), l’Università di Cagliari (Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali) e la Fondazione di Sardegna.
Durante l’inaugurazione sono previsti anche una performance a cura di SCDP e un brindisi di benvenuto.
Per la prima volta le opere, alcune delle quali già presentate in passato in altre città sarde, vengono riunite in un unico allestimento a Sassari. Tra i lavori inediti, spicca “Percorso” di Siranding Mady Sissoko, giovane studente maliano prossimo alla laurea in architettura presso l’Università di Sassari. Mady è noto anche per essere uno dei fondatori della startup Rete Laye, che si occupa di accoglienza e formazione per persone extra-comunitarie e ha ricevuto una menzione speciale per la “Social Innovation” alla Start Cup Sardegna 2024. Nella sua opera, l’artista racconta in forma grafica il cammino personale di un migrante attraverso un alter ego narrativo: le sfide, i sogni, e il passaggio da rifugiato a mediatore culturale e futuro architetto.
Altro lavoro inedito è la videodanza “Tracce” di Dario La Stella, che riflette sull’impatto, anche invisibile, che il passaggio umano lascia sull’ambiente.
Il percorso espositivo si articola in tre grandi sezioni: Biodiversità, Biografia e Confini (Borders). Un viaggio visivo e concettuale che interroga la natura umana e il suo legame profondo con il mondo animale, vegetale e minerale. In questa mappa emozionale e tridimensionale, l’Asinara diventa cuore e metafora: isola e rifugio, crocevia di storie e simbolo di un Mediterraneo in continuo movimento.
