Commozione e partecipazione nella cerimonia che si è svolta venerdì 4 aprile presso la sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Oristano, per ricordare il sacrificio dell’Appuntato Scelto dei Carabinieri Renzo Lampis, ucciso in servizio 31 anni fa.
L’evento ha visto la presenza del Comandante Provinciale, del Prefetto Salvatore Angieri, del sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, del nuovo Questore Giovanni Corrado Marziano, dei vertici provinciali delle Forze di Polizia e dei familiari del militare, insignito di Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria.
Dopo la deposizione della corona d’alloro, sono state lette alcune testimonianze che hanno ricordato il valore, il coraggio e la dedizione con cui Lampis serviva l’Arma e il Paese. La cerimonia si è conclusa sulle note dell’Ave Maria, cantata in sardo dall’Appuntato Scelto in congedo Salvatore Deriu, decorato con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare per un atto di eroismo compiuto a Milano nel 1991.
Renzo Lampis, nato a Villa Verde nel 1954, era in servizio presso il Nucleo Operativo del Reparto Operativo di Oristano. La sera del 2 aprile 1994, durante un’operazione per la cattura di un pericoloso latitante, venne colpito a morte da colpi d’arma da fuoco. Il latitante fu poi arrestato grazie a una serrata attività investigativa dei Carabinieri.
“Renzo Lampis quel giorno cadde mentre faceva il Suo dovere per gli italiani: serviva il Suo Paese per portare Sicurezza e Rassicurazione ai cittadini, Legalità e Giustizia”, ha ricordato il Comandante Provinciale, colonnello Steven Chenet. “Ed è stato importante ricordarlo anche ieri, dopo 31 anni dai fatti, perché questo dimostra l’importanza per tutta la comunità nel non dimenticarsi di un punto di riferimento importante”.
Il suo nome e il suo esempio vivono ancora oggi: la caserma di Oristano gli è intitolata dal 2010, e anche a Marrubiu e nel suo paese natale, Villa Verde, la sua memoria è onorata con intitolazioni e monumenti.
La motivazione della medaglia al valor militare recita: “Benché ferito e consapevole dell’estremo rischio cui si esponeva, reagiva prontamente con l’arma in dotazione finché colpito mortalmente, si accasciava al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari, di eccezionale forza d’animo e di altissimo senso del dovere”.
