Un gesto concreto di solidarietà e attenzione verso chi combatte ogni giorno contro malattie oncologiche ed ematologiche. Nella mattinata di oggi 2 aprile, la sezione provinciale dell’Ail – l’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma – ha donato quattro nuove poltrone per la chemioterapia al reparto di Oncologia-Ematologia dell’ospedale San Martino di Oristano.
Le sedute, di ultima generazione, sono completamente motorizzate, dotate di telecomandi e poggiapiedi regolabili per garantire ai pazienti il massimo comfort durante le lunghe ore di terapia.
Alla cerimonia di consegna erano presenti il direttore generale della Asl 5 di Oristano Angelo Serusi, la direttrice amministrativa Rosalba Muscas, il direttore dei servizi socio-sanitari Alessandro Baccoli, il direttore del reparto Luigi Curreli e il presidente provinciale dell’Ail Paolo Casula, accompagnato da diversi volontari dell’associazione.
“Ringraziamo di cuore l’Ail per questo gesto di generosità – ha dichiarato Serusi – che ci permette di offrire un servizio migliore ai pazienti. L’attività oncoematologica è tra le priorità della nostra azienda e stiamo lavorando per rafforzarla, anche attraverso il Cas, il Centro di Accoglienza Servizi, per accompagnare i pazienti nel percorso clinico più appropriato, anche quando la cura non è possibile in loco”.
Il direttore Curreli ha sottolineato l’importanza dell’intervento:
“Le nuove poltrone sostituiranno altrettante sedute ormai usurate. Grazie all’Ail, ora possiamo contare su 16 poltrone distribuite in quattro stanze, oltre a due letti e una barella, per un totale di 19 postazioni dedicate alla chemioterapia”.
Un impegno che nasce da una lunga storia di collaborazione tra l’associazione e il reparto, come ha ricordato il presidente Casula, già direttore del servizio di Ematologia del San Martino:
“Il compito dell’Ail è sostenere il reparto. Questa donazione è frutto dell’impegno dei soci e volontari di tutta la provincia, dal Terralbese alla Planargia. Un lavoro di squadra che renderà più confortevole il trattamento per tante persone in cura”.
