Il medico Giuseppe Satta scende in campo con “Tempio Ritorna Città”: priorità alla sanità

DiRedazione

18/03/2025

Il medico Giuseppe Satta entra ufficialmente nella squadra civica Tempio Ritorna Città, scegliendo di mettere la propria esperienza professionale al servizio della comunità tempiese: «Ho scelto di lavorare con Fabrizio Carta perché il progetto, che egli porta avanti con grande entusiasmo è coerente con l’idea, mia e di molti concittadini, di dare finalmente inizio ad una nuova, necessaria stagione politica e amministrativa, superando i metodi che hanno prevalso negli gli ultimi decenni.»

All’interno del movimento, il suo impegno sarà rivolto in particolar modo ai temi della sanità e della tutela del diritto alla salute, questione che negli ultimi anni ha assunto contorni sempre più critici in Gallura e nel territorio di Tempio Pausania. «Il declino del Sistema Sanitario in Gallura e a Tempio in particolare, dove le criticità accumulatesi negli anni sul locale Presidio Ospedaliero hanno da tempo superato il livello di guardia e provocato un drammatico ridimensionamento dell’operatività dello stesso, non è figlio del caso ma il risultato di precise scelte politiche che hanno visto finora una sostanziale omologazione di tutti gli attori, a prescindere dalle bandiere e dalle sigle sotto le quali hanno operato.»

Nel suo intervento, Satta richiama con forza i principi costituzionali che pongono la tutela della salute tra i diritti fondamentali del cittadino: «E questo nonostante i riferimenti normativi, che dovrebbero rappresentare la bussola che guida la politica nell’operare scelte e nel prendere decisioni (che riguardano nel caso specifico la tutela della salute dei cittadini), siano sempre stati disponibili e facilmente accessibili qualora si fosse scelto di agire rigorosamente nell’interesse comune.»

Il riferimento è «all’Art. 32 della Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti» e «Legge 833/1978, ISTITUZIONE DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale (….) senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.»

Secondo Satta, il quadro normativo è chiaro e pone al centro la persona, ma la politica avrebbe progressivamente smarrito questa direzione. «Appare chiaro come, tanto nella Costituzione quanto nella Legge ordinaria, l’intento preciso sia sempre stato quello di porre al centro dell’azione legislativa la tutela, da parte dello Stato in tutte le sue articolazioni, del diritto fondamentale alla salute di ogni cittadino.»
Una distanza evidente tra i principi legislativi e la realtà attuale: «L’attuale situazione sembrerebbe dimostrare invece lo smarrimento da parte della politica della via tracciata dalla Costituzione e dalla legge 833/78. Perché? Cosa ha determinato questa situazione? La risposta sta nell’abbandono da parte della politica del pilastro su cui si reggono i riferimenti normativi prima citati. Ha scelto di abdicare al ruolo di tutore della salute dei singoli nell’interesse della collettività e deciso di ignorare quest’ultimo estromettendolo dall’agenda delle priorità.»

Una scelta che, secondo Satta, ha progressivamente spostato l’attenzione dai cittadini ai conti economici. «Lo ha fatto sostituendo i bisogni dei cittadini e l’interesse della collettività con i bilanci delle Aziende (pubbliche e sopratutto private), così che i cittadini e i loro bisogni sono divenuti marginali rispetto all’azione politica. Aziende (specialmente quelle private) la cui “mission”
principale non è la presa in carico del bisogno di salute dei singoli ma la tutela dei propri interessi e dei rispettivi bilanci.»


Il medico sottolinea poi le conseguenze dirette di questo processo. «L’impoverimento della parte pubblica del Sistema Sanitario, la progressiva perdita di competitività e ruolo da parte delle sue strutture, aggravata dalla continua emorragia di personale hanno dato ulteriore impulso al processo di smantellamento della Sanità pubblica.» e Ancora, «Sulla nostra pelle sono state compiute scelte che dimostrano chiaramente come la politica abbia scelto di distogliere lo sguardo dal compito primario di tutelare la salute dei cittadini per concentrarsi su altri obbiettivi più vicini alle questioni finanziarie che sanitarie.»

Da qui l’analisi puntuale della situazione dell’ospedale di Tempio. «Come spiegare altrimenti la tenace opera di picconamento che nel silenzio complice della politica, squarciato ogni tanto da proclami roboanti e da mirabolanti promesse mai mantenute, ha portato alla chiusura di quasi tutte le Strutture Complesse presenti nell’Ospedale di Tempio (Chirurgia generale, Otorinolaringoiatria, Ortopedia e Traumatologia, Riabilitazione, Ginecologia ed Ostetricia, Anestesia, Centro trasfusionale…) che avevano fino ad allora fornito prestazioni eccellenti in ambito regionale, sia sul piano numerico che qualitativo, mentre contemporaneamente le medesime Strutture Complesse aprivano i battenti nell’Ospedale privato di Olbia, a dimostrazione del fatto che le scelte operate obbedivano piuttosto ai desiderata imposti alla politica dagli Amministratori delle società private, che ai reali bisogni della sanità e della popolazione Gallurese.»

Infine, la proposta per invertire la rotta. «Non c’è altro modo se non quello di rimettere al centro dell’azione politica gli obbiettivi chiaramente indicati nella Costituzione e dalla Legge 833/78, restituendo, in primis, alle strutture pubbliche il ruolo centrale loro spettante nell’organizzazione del Sistema Sanitario e nella tutela della salute individuale, ponendo fine alla stagione della concorrenza pubblico-privato, conseguenza della duplicazione nelle strutture private di unità operative e servizi già presenti nel pubblico con evidente spreco di risorse e chiedendo infine agli Ospedali privati, in sede di rinnovo delle convenzioni, l’apertura di Unità Operative e Servizi assenti o carenti nel territorio, così da ampliare e potenziare l’offerta sanitaria e ridurre la necessità di trasferte in altri ambiti regionali o addirittura in altre regioni, e arginare il fenomeno dei “viaggi della speranza” divenuti per molti “viaggi della disperazione”».

Con l’ingresso di Giuseppe Satta, la coalizione che unisce la lista civica “Tempio Ritorna Città” e la lista di centro sinistra “Alleanza di Sinistra per Tempio” rafforza dunque la propria squadra su un tema centrale per il futuro del territorio, puntando a riportare il diritto alla salute tra le priorità dell’agenda politica locale.

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