Sud Sardegna, lavoro sempre più precario: colpite soprattutto le donne.

DiRedazione

10/03/2025

Il lavoro nel Sud Sardegna si conferma sempre più precario, con le donne tra le categorie più penalizzate. È quanto emerge dai dati presentati oggi da Cgil, Cisl e Uil, che lanciano un appello per la creazione di un “patto per il lavoro e la sostenibilità”.

Nella Città Metropolitana di Cagliari, il tasso di occupazione ha raggiunto il 61,7%, con un aumento del 3,4% rispetto al 2023. Tuttavia, nella provincia del Sud Sardegna il dato resta fermo al 52,5%, ben al di sotto della media regionale. Ancora più critico il dato sulla stabilità contrattuale: nei primi sei mesi del 2024, solo il 12,13% delle nuove assunzioni a Cagliari e l’8,57% nel Sud Sardegna sono state regolate da contratti stabili.

Le donne sono le più colpite: nel Sud Sardegna, appena il 6,22% dei contratti femminili è a tempo indeterminato, contro il 10,3% degli uomini. “Chiediamo il coinvolgimento di istituzioni e organizzazioni datoriali per partecipare attivamente a questo progetto”, ha dichiarato Simona Fanzecco, segretaria Cgil, evidenziando come la precarietà lavorativa femminile sia strettamente connessa alla piaga della violenza domestica. “Molte donne non sono economicamente indipendenti e spesso sono costrette a rimanere in ambienti violenti”, ha aggiunto.

Anche il segretario della Cisl, Giuseppe Atzori, ha sottolineato l’urgenza di un’azione condivisa: “Possiamo essere di stimolo per approfondire questi temi e costruire un contratto che favorisca azioni concrete per migliorare la situazione”.

La Uil, rappresentata dal segretario Alessandro Lai, ha evidenziato la necessità di sbloccare l’immobilità, citando anche la difficile realtà del Sulcis.

Oltre alle donne, i sindacati lanciano l’allarme per i giovani. “Chi ha investito nella propria formazione spesso è costretto a lasciare l’Isola, e talvolta l’Italia, per cercare opportunità lavorative all’altezza delle competenze acquisite”, hanno spiegato le tre sigle.

La precarietà si estende anche alla sicurezza sul lavoro: tra gennaio e novembre 2024, le denunce di infortunio in Sardegna sono state 11.251, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2023.

Sul fronte economico, la Città Metropolitana di Cagliari presenta un reddito medio pro capite di 21.789 euro, superiore alla media regionale (17.960 euro), ma inferiore a quella nazionale (22.808,1 euro). La retribuzione media annua da lavoro dipendente si attesta a 18.396,9 euro, più alta rispetto alla media regionale (16.958,4 euro) ma inferiore a quella italiana.

Anche i pensionati di Cagliari registrano una media superiore rispetto al resto della Sardegna, con un importo medio di 21.631,3 euro contro i 18.718 euro regionali. Tuttavia, la percentuale di pensioni inferiori a 500 euro è più elevata rispetto alla media nazionale (10,5% contro il 9,2% italiano).

I sindacati ribadiscono la necessità di interventi immediati e strutturati per invertire la rotta e garantire maggiore stabilità e sicurezza nel mercato del lavoro.

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