Giorgia Meloni in videocollegamento da Roma, a Sassari si apre il processo sui video falsi

DiRedazione

08/10/2024

“La punizione dei responsabili è indispensabile, perché considero intollerabili questi fatti. Si tratta di una forma di violenza contro le donne.” Con queste parole, la premier Giorgia Meloni ha espresso la sua posizione ferma nei confronti di Alessio Scurosu, imputato al Tribunale di Sassari per la diffusione su internet, nel 2020, di video hot artefatti con il volto della premier sovrapposto a quello di attrici.

Meloni, intervenuta in videocollegamento da Roma, ha risposto alle domande della pm Maria Paola Asara, della giudice Monia Adami e dell’avvocato della difesa Maurizio Serra. Accompagnata dalla sua legale, Maria Giulia Marongiu, la presidente del Consiglio si è costituita parte civile, ribadendo la sua linea intransigente contro questi soprusi: “Quelle immagini sono state per me intollerabili, e lo sono ancor di più considerando che ogni giorno combatto contro la violenza sulle donne.”

La premier ha evidenziato i rischi legati all’uso dell’intelligenza artificiale, sottolineando l’importanza di contrastare questi fenomeni per proteggere le generazioni future: “Oggi, con l’intelligenza artificiale, se lasciamo che il volto di una donna possa essere montato su un altro corpo, rischiamo che i nostri figli si trovino in situazioni simili. È una battaglia di responsabilità, e potrebbero essere necessarie leggi più severe.”

Meloni ha chiesto un risarcimento di 100mila euro, dichiarando che la somma sarà devoluta al Fondo del ministero dell’Interno per le donne vittime di violenza. L’inchiesta era stata avviata dalla Polizia postale di Sassari nel 2020, in seguito a una segnalazione giunta da Roma. Gli agenti, risalendo al nickname utilizzato online e all’utenza telefonica associata, avevano identificato i presunti autori dei video.

Al processo sono imputati Alessio Scurosu e suo padre Roberto, 73 anni. Quest’ultimo ha ottenuto la messa alla prova con un programma di lavoro di pubblica utilità di 4 mesi presso l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Il processo contro Alessio Scurosu proseguirà il 12 febbraio, con le deposizioni dei testimoni della Procura.

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