Ci risiamo, come succede spesso d’estate, come è già successo ad inizio stagione e come potrebbe ancora accadere: Lo sbarco e l’occupazione, da parte di bagnanti, in genere turisti, italiani e stranieri, in isolotti e isole protette (o porzioni di esse) dai più rigorosi divieti d’ancoraggio, sbarco e anche transito, quantomeno sulla carta. E sì, perché poi, non è che sia così facile, a fronte di migliaia e migliaia di presenze, controllare ed eventualmente sanzionare.
“È solo di questa domenica”, afferma il direttore marittimo del Nord Sardegna, CV Gianluca D’Agostino, “un bilancio di 19 verbali (ingressi in AMP e navigazione in acque interdette alla navigazione) e 3 interventi di assistenza a natanti in difficoltà, oltre ad innumerevoli raccomandazioni ad imbarcazioni (in genere noleggiati) di allontanarsi dalle coste con bagnanti che, comunque, fruivano delle acque in mezzo alle stesse”.
Gli episodi di “violazioni” sono molti e non riguardano solo zone interdette ma anche superamento dei limiti di velocità, approdo con natanti in spiaggia in genere, non rispetto dell’ambiente, occupazioni ed altre situazioni caratterizzate da imprudenza, imperizia, ignoranza, mancanza di buon senso e maleducazione. Blog e pagine facebook ne forniscono ampie documentazioni.
L’ultimo episodio di “invasione” s’è registrato domenica pomeriggio nell’isola di Soffi, a due bracciate da quella di Mortorio, tra Porto Cervo e Porto Rotondo, Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Isole che insieme a quella di Nibani, sono a protezione integrale.
“Purtroppo non sempre l’attenzione e la cura che vorremmo si mettesse nel tutelare la natura sono al centro dei pensieri del turista e per questo la Guardia Costiera, insieme alle altre Forze preposte ai controlli, vigila con costanza e puntualità”, afferma ancora il comandante Gianluca D’Agostino, che ricorda che, da mare ci si può avvicinare alla costa rimanendo ad una distanza di 200 metri dalle coste sabbiose e 100 metri dalle scogliere.
“Raccomando altresì di rivolgersi alla Guardia Costiera tramite il Numero Unico di Emergenza 112 e tramite il 1530 per segnalare situazioni di emergenza, criticità ambientali e comportamenti pericolosi o dannosi, al fine di permettere un rapido intervento dei nostri mezzi (se avete immagini o video potete aiutarci anche inviandoli tramite un direct message al nostro account Instagram “guardiacostieraolbia”); il contributo di tutti è essenziale per avere un ambiente più sano, sicuro e fruibile serenamente”.
Il comandate della Direzione Marittima di Olbia chiede dunque “la collaborazione di bagnanti e diportisti virtuosi, che sono la maggior parte, per aiutarci ad essere sempre più vicini a chi il mare lo ama davvero e lo tutela come un bene comune e non lo usa invece come fosse cosa propria”. (CR)
