Sardegna, amministrazioni elette nel 2020: quando si voterà?

DiRedazione

16/06/2024

Nel contesto delle elezioni amministrative del 2025 in Sardegna, la Presidente Alessandra Todde e la sua Giunta Regionale si trova di fronte a una serie di scelte complesse e potenzialmente controverse in relazione alle prossime elezioni amministrative che dovranno prioritariamente essere oggetto di trattazione nelle prossime settimane. Nel 2020 la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto significativo sulle tempistiche elettorali, portando a posticipazioni straordinarie che ancora oggi influenzano il calendario politico. Nei provvedimenti dell’epoca la Sardegna, rispetto ad altre regioni a statuto speciale come il Trentino Alto Adige, non fece riferimento alla durata del mandato lasciando, di fatto, alla nuova Giunta la trattazione della problematica. In Trentino Alto Agide, per esempio, la legge che spostò le elezioni aveva previsto che il mandato sarebbe durato sino a Maggio 2025, ma proprio in questi giorni si discute se d’ora in poi votare sempre a Ottobre o se mantenere l’anticipo previsto alla primavera 2025 (qui approfondimento)

Il precedente del 2020

Nel 2020 (e nel 2021), a causa dell’emergenza sanitaria, le elezioni comunali e circoscrizionali in Sardegna, come in altre regioni d’Italia, furono posticipate dall’abituale finestra primaverile a una data compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre, che per le regioni a Statuto Ordinario fu disciplinato dal decreto-legge n. 26 del 2020. Questo spostamento eccezionale fu necessario per garantire la sicurezza degli elettori e rispettare le misure di contenimento del virus. La Sardegna, con la legge regionale 5 maggio 2020, n. 13, adottò una misura simile, posticipando le elezioni a ottobre 2020. Ma non prevedendo la durata del mandato, inteso pertanto di 5 anni (ovvero scadenza ottobre 2025).

La situazione attuale

Con l’avvicinarsi delle elezioni del 2025, la Giunta Regionale si trova a dover prendere una decisione su quando convocare le urne e dare una indicazione, necessaria al più presto sia agli amministratori per dettare le linee di indirizzo politico nel tempo rimanente, sia per i cittadini per le più svariate ragioni. Le opzioni principali su cui si potrà discutere sono tre, ciascuna con le proprie implicazioni politiche e amministrative:

  1. Ritorno alle elezioni ordinarie in Maggio 2025: Questa ipotesi anticiperebbe le elezioni da ottobre a maggio 2025, ripristinando la normale tempistica elettorale. Questo scenario potrebbe risultare impopolare tra gli amministratori in carica, poiché accorcerebbe il loro mandato di alcuni mesi. Tuttavia, sarebbe una scelta in linea con quanto già fatto da altre regioni a statuto speciale. Scelta comunque difficile (ma non impossibile) non essendo stata prevista nella legge che posticipò le elezioni del 2020, previsione (quella di votare a Maggio 2025) scritta invece da altri territori a statuto speciale. Il che comporterebbe il voto anticipato (ma in teoria corretto) a Maggio 2026 anche per gli eletti nel 2021.
  2. Proroga delle attuali amministrazioni fino a Maggio 2026: posticipare le elezioni di ottobre 2025 a maggio 2026 estenderebbe il mandato degli attuali amministratori comunali, e di fatto significherebbe votare dopo 1 anno dal periodo inizialmente previsto. Questa scelta, sebbene gradita da sindaci e assessori in carica, potrebbe essere vista negativamente dalla maggioranza della popolazione, desiderosa di nuove elezioni per aggiornare la rappresentanza politica locale, col rischio di generare un certo decremento di consenso per la maggioranza regionale per un “pasticcio” di fatto antecedente al loro mandato. Considerato poi l’astensionismo sempre maggiore, potrebbe non essere opportuno, legittimando una amministrazione oltre i 5 anni senza il voto della gente. Il che comporterebbe lo spostamento a Maggio 2027 degli eletti nel 2021, come la Città di Olbia.
  3. Conferma delle elezioni in ottobre 2025: l’ipotesi più plausibile potrebbe essere quella di mantenere la data di ottobre, che permetterebbe di rispettare il termine naturale dei cinque anni di mandato. Tuttavia, per evitare future discrepanze, si potrebbe stabilire che il successivo mandato eletto a Ottobre 2025 duri fino a maggio 2030, allineando così il calendario elettorale alla consuetudine di cui alla legge regionale di riferimento. Il che comporterebbe il voto a Ottobre 2026 anche per gli eletti nel 2021.

La Legge Regionale Sarda

Secondo l’articolo 2 della legge regionale 17 gennaio 2005, n. 2, le elezioni si devono svolgere tra il 1° aprile e il 1° luglio se il mandato scade nel primo semestre dell’anno, o nello stesso periodo dell’anno successivo se il mandato scade nel secondo semestre. A questa norma sembrerebbero appellarsi alcuni amministratori per chiedere la proroga del loro mandato da Ottobre 2025 a Maggio 2026. Tuttavia, questa norma sembra applicarsi solo alle legislature che terminano prematuramente, non a quelle che raggiungono naturalmente il loro termine. E difatti, il Legislatore, ispirandosi alla normativa delle regioni a Statuto Ordinario, in tale passaggio ha inteso che in caso di fine anticipata del mandato (vedasi il caso di Nuoro di questi giorni) il “Commissario” guidi l’amministrazione comunale sino alla primavera dell’anno successivo, finestra di nuove elezioni amministrative.

C’è poi una quarta ipotesi, accarezzata da altre Regioni a Statuto Speciale, che in Sardegna potrebbe tradursi nel lasciare d’ora in poi le elezioni a Ottobre (tra l’altro, periodo che per il clima regionale non dispiacerebbe agli elettori) intervenendo semplicemente sulla norma di riferimento (legge regionale 2/2017) prevedendo anche la finestra autunnale.

Le Possibili Conseguenze

Ogni opzione presenta vantaggi e svantaggi. Anticipare le elezioni a maggio 2025 potrebbe essere visto come un tentativo di pareggiare i conti con la proroga del 2020 (ovvero da Maggio a Ottobre), potrebbe vedere approvazione da parte dei cittadini e al contempo più chance di eleggere sindaci in scia con l’elevato consenso che le recenti elezioni comunali hanno dato alla maggioranza del campo largo, ma potrebbe non essere ben accolta dagli amministratori attuali. La proroga a maggio 2026 darebbe continuità agli attuali governi locali ma potrebbe essere impopolare tra gli elettori desiderosi di cambiamento, e “danneggiare” il consenso della maggioranza.
Mantenere la data di ottobre 2025 sarebbe una soluzione più neutrale, ma richiederebbe un aggiustamento futuro per riallineare il calendario elettorale, o una limatura alla legge di riferimento, cosa che la Sardegna può fare tranquillamente essendo a statoto speciale e autonoma in tale ambito, oppure prevedendo la durata sino alla primavera 2030 anzichè ad ottobre 2030 in caso di non intervento alla legge di riferimento.

La decisione finale spetta alla Presidente Todde, al competente Assessore e alla Giunta Regionale, che dovranno trovare un equilibrio tra le esigenze e aspirazioni degli amministratori locali e specialmente quelle della popolazione, risolvendo un rebus lasciato loro dalla precedente giunta. Qualunque sia la scelta, sarà fondamentale trattarla quanto prima perché riveste carattere primario per i comuni interessati.

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