Direttiva trattamento acque reflue, anche la Sardegna attenzionata dall’Europa

C’è anche la Sardegna tra le Regioni italiane sotto osservazione di Bruxelles, che insieme ad altre Regioni italiane son state attenzionate per la presenza di comuni che non rispettano gli obblighi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane, come stabilito dalla direttiva Ue.

In particolare la Commissione europea ha infatti deferito l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per non conformità alla direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane e per il mancato rispetto degli standard di qualità dell’aria. La direttiva sulle acque reflue, mirante a proteggere la salute e l’ambiente, evidenzia carenze italiane nella raccolta e trattamento delle acque reflue in 179 agglomerati, con mancanze specifiche in 36 agglomerati per la raccolta e in 130 per il trattamento adeguato. Inoltre, l’Italia non rispetta gli obblighi di trattamento più severo richiesto in 12 agglomerati sensibili e non verifica la conformità degli scarichi in 165 agglomerati. Nonostante una lettera di costituzione in mora nel 2018 e un parere motivato nel 2019, l’Italia mostra progressi insufficienti. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, l’Italia viola la direttiva 2008/50/CE, con 24 zone che superano i valori limite giornalieri di PM10 e una zona con superamenti annui. Dopo una sentenza del 2020, l’Italia ha due mesi per rispondere alle nuove contestazioni della Commissione, che potrebbe chiedere sanzioni finanziarie per mancata conformità.

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Redazione Teleregione Live - Sardegna

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