Da una parte l’incubo, prima lontano ora teoricamente possibile, e dall’altra la speranza prima sparita dalla rassegnazione, e poi rivitalizzata dagli esiti che stanno giungendo dallo spoglio nei tribunali. E’ ciò che si vive in una o nell’altra coalizione. Perché a cinque giorni dall’avvio dello spoglio elettorale in Sardegna, il conteggio di fatto non è ancora definitivo e lo spettro del ricorso agita le acque in entrambe le coalizioni, sebbene per motivazioni diametralmente opposte. Di fatto la certezza è che la proclamazione ufficiale degli eletti è ancora in sospeso, proprio in attesa della chiusura dei dati relativi agli ultimi seggi ancora da esaminare. Le commissioni circoscrizionali, insediate presso i tribunali dell’isola, stanno inoltre procedendo con l’analisi dei verbali delle sezioni elettorali già controllate.
L’attenzione è focalizzata principalmente sulla riduzione del margine di vantaggio della neo governatrice del Movimento 5 Stelle, Alessandra Todde, nei confronti del suo avversario del centrodestra, Paolo Truzzu, appartenente a Fratelli d’Italia. Le ultime notizie indicano che il distacco tra i due candidati si è ridotto a circa 1500 voti, un netto calo rispetto ai 2615 voti di differenza registrati ufficialmente lunedì. Sebbene alcune fonti di stampa parlino di una differenza sotto le 800 preferenze.
Le sezioni elettorali ancora da scrutare si distribuiscono in diverse località dell’isola: quattro a Sassari, due a Sorso, tre a Sestu, due a Bonarcado, tre a Luras, due a Musei, due a Serdiana, due a Silius, una a San Gavino Monreale e una a Villasor.
Sebbene l’invito è quello della prudenza, da ambienti vicini ad Alessandra Todde traspare un rinnovato ottimismo “al netto degli ultimi spogli odierni sarà impossibile ribaltare il risultato”.
