Un Pokémon nello stomaco della caretta caretta, è salva dopo mesi di ricovero

Un Pokémon (nella foto) nello stomaco di una tartaruga caretta caretta. La poveretta lo ha espulso dopo mesi di ricovero presso il Centro di recupero dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis–Isola di Mal di Ventre; era stata ritrovata, in grande difficoltà, dalla Capitaneria di Porto, e consegnata ai responsabili dell’Area Marina Protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo, che ha sede a Olbia.

Qui presso il centro di primo soccorso aveva ricevuto le prime cure per essere poi trasportata a Cabras. Ora sta bene; il fatto, avvenuto nel 2023, è stato raccontato nel corso del convegno svoltosi a Santa Teresa Gallura qualche giorno fa, dedicato alla Giornata mondiale delle balene e dei cetacei, da Graziella Dedola, presente all’evento insieme al direttore dell’AMP di Tavolara, Leonardo Lutzoni.

Non si tratta purtroppo di un caso sporadico quello del ritrovamento di plastica nello stomaco per questa specie, considerata a rischio di estinzione, soggetta non solo alle insidie naturali ma anche ai numerosi problemi causatigli dall’uomo. A cominciare appunto dalla plastica (e dalle micro plastiche), non solo quella che ingerisce ma anche da quella alla quale a volte s’impiglia o s’attorciglia. Gli altri incidenti nei quali incorre la caretta caretta, ha spiegato ancora la Dedola, sono dati da eventi traumatici per impatto con imbarcazioni, ingestione di ami, nylon di lenze, sugherelli e di altri attrezzi da pesca; l’impigliamento; le ostruzioni gastrointestinali per ingestione di sostanze di natura antropica; problemi di galleggiamento dovuti a infezioni e lesioni. Per non parlare poi dei cambiamenti climatici.

A tal proposito e a evidenziare l’esistenza di questo fenomeno, è stato raccontato della vicenda di Diva, una caretta caretta a suo tempo soccorsa, curata e liberata nello scorso mese di settembre, sul cui carapace è stato applicato un sensore per monitorarne gli spostamenti. Ebbene quest’inverno ha girovagato tra Sardegna e Francia non sentendo la necessità istintiva – evidentemente trovando qui un habitat ideale dal punto di vista delle temperature, più calde rispetto al normale – di migrare verso il sud del Mediterraneo, in passato d’inverno più caldo rispetto alla parte nord.

Le buone notizie riguardano invece i “fiocchi rosa e celesti”. Nella spiaggia di Lu Impostu, a San Teodoro, una caretta caretta ha scelto proprio quella spiaggia, in un venerdì di luglio scorso, per deporre le sue uova, ben 75. Di queste se ne sono state schiuse 72, e i piccoli hanno raggiunto il mare. “È stato veramente un evento fantastico!”.

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